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ULTIME TENDENZE

L’erba medica: il petrolio verde dell’Italia

erba medica petrolio verde dell'italia

L’erba medica viene prodotta da circa 40 imprese sul territorio italiano, in una quantità di 800.000 tonnellate.
L’Italia, in Europa, è il secondo produttore.
Chi la utilizza sono mangimi ci e allevamenti.

Perché viene chiamata “il petrolio verde dell’Italia”?

Perché con la globalizzazione, i mercati di riferimento hanno un respiro mondiale.
Basti pensare a nazioni come la Cina, il Giappone o il Medio Oriente.

L’Arabia Saudita, che per oltre 20 anni ha irrigato il deserto per produrre commodity e grano, oggi si trova col sottosuolo prosciugato. Quindi dal 2017, non nel futuro: da oggi, diventeranno uno dei primi 10 paesi importatori di grano al mondo.

Con queste prospettive diventa ancora più necessario fare squadra e affiancarsi a professionisti di settore.

Programmare diventa indispensabile.
Distinguere la Qualità Millesimata diventa indispensabile. 

 

 

 

La Ricerca e le ultime tendenze:
studi attorno a erba medica e foraggio

ricerche sull'erba medica


Tra produttori e consumatori: 
cosa comunicano i social, i blog,
le associazioni, i siti web, le aziende

 

1 LA NUTRIZIONE ANIMALE,
TRA FATTORI GENETICI E FATTORI BIOLOGICI
http://rsagraria.altervista.org/nutrizione%20animale/NUTRIZIO2.pdf

ultime tendenze nel settore dell'erba medica

Gli obiettivi dell’alimentazione sono fornire all’animale una razione in grado di assicurare l’e cenza riproduttiva, la fecondità, la fertilità, fattori in uenzati
da una corretta alimentazione.

PRINCIPI NUTRITIVI PRINCIPALI: vitamine e proteine.

Una non corretta alimentazione proteica comporta una serie di problemi all’animale.
Gli animali introducono proteine dagli alimenti foraggieri, soia e girasole. Gli animali attingono il beta-carotene dai “foraggi verdi”.

A nché il eno ne sia “ricco”, deve essere prodotto velocemente
e conservato correttamente; per esempio la MEDICA DISIDRATATA
ha una concentrazione di vitamina A simile a quella del foraggio verde. 

 

 

2 NUOVI CRITERI DI ATTIVAZIONE DEI MANGIMI
https://www.assalzoo.it/source/quaderni-assalzoo/Quaderni_ NuoviCriteriAdditivazione.pdf

ultime tendenze nel settore dell'erba medica 1

L’additivazione dei mangimi con sostanze aventi nalità nutrizionali, farmacologiche o atte a favorire la conservazione è un processo in continua evoluzione.
Bisogna conoscere gli alimenti, anche l’erba medica! Occorre conoscere, oltre che i
fabbisogni degli animali, il più possibile sulla COMPOSIZIONE DEGLI ALIMENTI per i quali si ritiene di ricorrere all’additivazione, “rinunciando anche a questa” se dovesse risultare superflua. 

 

 

3 LE QUALITÀ NUTRIZIONALI DELLA CARNE
http://georgo li.info/detail.aspx?id=4066

ultime tendenze nel settore dell'erba medica 2

Tutti gli alimenti di origine animale, carne inclusa, hanno proprietà nutrizionali insostituibili per l’accrescimento dei tessuti, per riparare e/o sostituire le cellule usurate e per ricostruire sostanze regolartici - protettive.
La carne è al primo posto tra gli alimenti per l’apporto di proteine nobili, minerali e vitamine. 

 

 

4 CONOSCERE IL LIVELLO NUTRITIVO DEI FORAGGI 
http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Pubblicazi/ Opuscoli-C/Archivio_2009/CRPA_5_2009.pdf 

ultime tendenze nel settore dell'erba medica 3

i foraggi
la composizione nutritiva
la valutazione sensoriale dei eni
la caratteristica dei eni dell’Emilia romagna

Il foraggio è l’intera parte vegetativa di una pianta destinata, anche dopo alcune trasformazioni, all’alimentazione del bestiame. Ogni foraggio si caratterizza per la composizione nutrizionale, cioè il contenuto di: carboidrati ( bra e zuccheri), proteine, minerali e vitamine.

L’erba medica, la foraggera più di usa in italia, è considerata una coltura proteica, un’importante fonte di energia.
Per questo è essenziale conoscere la composizione nutrizionale completa dei foraggi: per dare il 
“giusto valore ai prodotti”e inserirli in un razionamento corretto e bilanciato. 

 

 

5 IL BETACAROTENE E LA VITAMINA A: PROPRIETÀ ANTITUMORALI 
http://www.giuseppelimido.com/tesi/6-05-betacarotene/

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Il beta carotene è chimicamente correlato alla Vitamina A.
Tutta la vitamina A presente nella nostra dieta deriva da fonti animali, tutto il beta carotene da fonti vegetali. Entrambi giocano un ruolo molto attivo nella prevenzione e nella cura delle forme di cancro epiteliali, che da sole costituiscono il 90% di tutti cancri.
Il betacarotene, da studi medici:
INIBISCE TOTALMENTE lo sviluppo dei tumori al fegato
AGGIUNTO NELLA DIETA DEGLI ANIMALI con un tumore già palpabile, ne rallenta la crescita
ha un alto POTERE ANTIOSSIDANTE
è in grado di DISATTIVARE 2 dei più pericolosi radicali liberi, considerati cancerogeni. 

 

 

6 LA VITAMINA A
http://laleva.cc/almanacco/vitamina_A.html

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La vitamina A è un elemento nutritivo liposolubile che si presenta in natura in due specie: vitamina A preformata e provitamina A, o precursore della vitamina A. La vitamina A preformata è concentrata nei TESSUTI ANIMALI, dove è stata già metallizzata dal carotene contenuto nel cibo che l’animale HA MANGIATO.
Cibi che contengono vitamina A preformata sono: latte-formaggio-burro-uova e tutte le carni. Il beta carotene è l’altra metà della vitamina A e viene anche chiamato precursore o provitamina. la vitamina A è collegata allo sviluppo sessuale e alla riproduzione. 

 

 

7 IL SELENIO NEL LATTE DI BOVINE ALIMENTATE CON ERBA MEDICA ARRICCHITA
http://www.buiatria.it/pages_from/volume36_ le/Pages%20from%20 volume36-19.pdf

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Non fermarsi nella ricerca: studiare e collaborare tra gli stessi attori della liera

Fra le varie sostanze antiossidanti, l’attività del selenio ha un’importanza rilevante in quanto è un costituente di diversi enzimi.
L’attenzione del consumatore verso i “FUNCTIONAL FOOD”, ovvero gli
alimenti funzionali che possano colmare le carenze della dieta senza ricorrere a integratori speci ci, è oggi crescente.

Vista l’importanza di questo oligoelemento, si è quindi valutata la possibilità di arricchire naturalmente di Selenio il latte vaccino.
L’erba medica è stata trattata 20 giorni prima della raccolta con selenio mediante concimazione fogliare.

Nella prova sono state utilizzate 160 bovine di razza Frisona italiana allevate presso un’azienda della Granarolo, sita in provincia di Bologna.
La sperimentazione è durata 20 settimane.

Risultati: la concentrazione è stata superiore di 5 volte rispetto alle mediche non trattate. Anche la presenza del selenio nel latte è stata superiore, come del resto si prevedeva.